European Events

International art gallery - dedalo

Concorso d'Arte EU Green Week 2026 “Investing in a nature-positive economy”

Da 25 anni la Settimana Verde dell’UE, organizzata dalla Direzione generale dell’Ambiente della Commissione Europea, è la principale conferenza ambientale in Europa e un’opportunità annuale per sensibilizzare, promuovere e discutere gli sviluppi più recenti e futuri della politica ambientale europea. L’evento di alto livello attira politici, imprese, importanti ambientalisti e altre parti interessate da tutta Europa e dal mondo.

A giugno, la 26a edizione della EU GREEN WEEK ha messo in luce il business case della natura, dimostrando che un’economia rispettosa della natura è essenziale per la prosperità, la resilienza e la competitività dell’Europa.

Organizzata dalla DG Ambiente, la conferenza ad alto livello in Bruxelles (3–4 giugno 2026) rompe gli schemi con un programma dinamico che combina tavole rotonde, conferenze in stile TED, serate al cinema e un evento dedicato al matchmaking tra startup e investitori. Hanno esplorato come funzionano nella pratica i modelli positivi per la natura, concentrandosi sull’agricoltura redditizia, sulla salute del suolo, sull’inverdimento delle città e sui finanziamenti innovativi per invertire la fuga rurale.

Riunendo politici, investitori, agricoltori e società civile, la Settimana verde dell’UE 2026 è il luogo in cui l’ambizione ambientale incontra la realtà economica.

Fonte: green-week.event.europa.eu

 

Per il quarto anno, la Galleria d’Arte Dedalo è stata selezionata come organizzatrice di un evento Partner della EU Green Week, iniziativa promossa dalla Commissione Europea. Per questa edizione, la curatrice Silvana Marrapodi ha ideato il concorso d’arte “Investing in a Nature-Positive Economy”, invitando gli artisti a confrontarsi con il territorio e con le tematiche legate a uno sviluppo autenticamente sostenibile.

Il Sud Italia attraversa oggi un lento, ma inesorabile, processo di spopolamento, fenomeno che emerge con forza nelle opere presentate in mostra. Attraverso linguaggi differenti e sensibilità personali, gli artisti hanno restituito visioni di borghi abbandonati e luoghi in rinascita, riflessioni sul riciclo e riuso, immagini sospese tra la speranza del ritorno e l’incertezza del futuro, senza rinunciare alla nostalgia per un passato che, pur segnato dalle difficoltà, appariva più umano e autentico.

La varietà delle tecniche e delle ricerche espressive ha dato vita a un percorso espositivo ricco e stratificato, capace di affrontare i temi centrali dell’evento europeo con intensità poetica e forza evocativa. Le opere non si limitano a rappresentare il paesaggio o la crisi ambientale, ma invitano il visitatore a interrogarsi sul rapporto tra uomo, memoria e natura, sollecitando una riflessione profonda sulla responsabilità collettiva verso il pianeta.

In questo contesto, la sensibilità dell’artista assume un ruolo centrale nel progresso contemporaneo: custodire la memoria di ciò che è stato e trasformare in visione il desiderio di ciò che potrà essere. L’arte diventa così testimonianza, coscienza e speranza, capace di attraversare il tempo e restituire significato al nostro presente.

Il Sud Resiliente vive nelle opere di questi artisti, i quali combattono quotidianamente per mantenere viva l’Anima Mediterranea attraverso l’Arte, ben consapevoli di non essere soli, in quanto, seppur sempre meno, gli abitanti rimasti sono tenaci e non abbandoneranno facilmente una terra tanto ricca.

Un grido di speranza, futuro e rinascita si alza dalle opere presenti: tutte desiderano esprimere la più pronfonda forza del Sud, che vive in loro. L’indomita capacità dei meridionali di arrangiarsi con ciò che c’è, costruendo un futuro per chi rimarrà, resta visibile nelle opere, rendendo l’esposizione una più grande protesta artistica e silenziosa

Silvana Marrapodi

 

I vincitori di questa edizione del concorso “Investing in a Nature-positive Economy” partner della EU GREEN WEEK 2026 sono:

Premio Giuria Tecnica:
1° Classificato: “Pietra Cappa” di Tiziana Marra – “Un’ode alla natura e al legame con l’ambiente”. Celebrazione magistrale della biodiversità e dell’identità territoriale attraverso un linguaggio visivo potente, materico e di straordinario impatto emotivo, che pone la natura al centro della rigenerazione comunitaria. L’opera interpreta in modo magistrale il concetto di un’economia positiva per la natura. Celebrando uno dei simboli più imponenti della biodiversità e del paesaggio aspromontano, il dipinto diventa un manifesto visivo della necessità di proteggere e valorizzare il patrimonio naturale come risorsa fondamentale.  L’artista non si limita a una riproduzione fotografica, ma reinventa il paesaggio attraverso una visione personale e dinamica , capace di trasformare un monumento naturale in un racconto visivo moderno e profondo. Si evidenzia un uso straordinario delle pennellate materiche e stratificate . La tecnica ricca e densa crea volume e spessore, dando alla tela una consistenza quasi scultorea che restituisce la rugosità della roccia e la densità della vegetazione. Il dipinto emana una vitalità travolgente. La presenza del pastore e del gregge evoca una connessione ancestrale e un senso di appartenenza che tocca corde emotive profonde, trasmettendo un profondo rispetto per la terra. L’opera mostra un’eccellente armonia strutturale. Il perfetto equilibrio tra la grandiosità della montagna e la vita che pulsa ai suoi piedi conferisce al dipinto un valore artistico assoluto, rendendolo meritevole del gradino più alto del podio. 
2° Classificato: “Pentedattilo” di Giuseppe Iaria – Straordinaria sintesi geometrica che unisce l’architettura storica e la roccia selvaggia, elevando il borgo a simbolo universale di resilienza territoriale e sostenibilità culturale. Il dipinto centra pienamente lo spirito del concorso applicando il tema alla rigenerazione e alla tutela del territorio. Racconta come la coesistenza tra insediamento umano e natura possa farsi “resiliente”, trasformando un borgo storico in un esempio di sostenibilità e memoria. La scomposizione geometrica del paesaggio , che strizza l’occhio a un cubismo moderno e pulito, offre uno sguardo del tutto inedito e originale su un’iconografia classica, rinnovandone il linguaggio. L’esecuzione è impeccabile e rigorosa. La stesura del colore in campiture nette e la gestione dei volumi creano una straordinaria tridimensionalità, dove ogni linea contribuisce a definire la solidità della roccia e delle architetture. La scelta di una tavolozza calda, dominata da arancioni vibranti, ocra e rossi in contrasto con il cielo azzurro, infonde all’opera un’energia solare e fiera. Il borgo non appare abbandonato, ma vivo, fiero e accogliente . La coerenza tra il titolo, lo stile geometrico e il messaggio di resilienza è totale. L’opera unisce una grande forza grafica a una profonda narrazione culturale , consolidando un meritato secondo posto, che celebra la bellezza della rigenerazione e delle nostre radici. 
3° Classificato: “Fichi d’india” di Franchina Avenoso – Una vibrante esplosione cromatica che esalta la biodiversità mediterranea e la flora spontanea come monumenti di adattamento climatico e vitalità ecologica. L’opera risponde al tema focalizzandosi sulla biodiversità spontanea del Mediterraneo. Scegliendo il fico d’india – pianta resiliente per eccellenza – l’artista celebra l’ adattamento naturale come pilastro per un futuro ecosostenibile . L’originalità risiede nel cambio di prospettiva: un’inquadratura ravvicinata, quasi un “macro”, che isola il soggetto e lo eleva a monumento della natura, trasformando la flora locale in un’opera d’arte contemporanea. Ottima la padronanza del colore e delle sfumature. Il passaggio dai toni freddi delle pale ai colori caldi e accesi dei frutti dimostra una notevole sensibilità pittorica e un’eccellente resa della luce . Il dipinto trasmette un’immediata sensazione di freschezza, solarità e ottimismo. La vivacità cromatica cattura lo sguardo, regalando una sferzata di pura energia vitale e un legame immediato con la natura. L’opera possiede una forte coerenza estetica e visiva. Nella sua apparente semplicità, riesce a condensare un messaggio ecologico potente attraverso un forte impatto decorativo e artistico. 
Premio al merito: “La Costellazione del Ritorno” di Demetrio Vincenzo Barreca – Una pregevole mappa poetico-concettuale che unisce l’antropologia del territorio al sogno del ripopolamento, ridefinendo il “ritorno alle radici” come scelta ecologica conscia. L’opera affronta il cuore del concorso legando l’economia positiva per la natura al ripopolamento e tutela delle aree interne . Il “ritorno” è una scelta ecologica e culturale: riscoprire i borghi e rimettere l’uomo in armonia con il territorio. Superando una rigida definizione fisica di Land Art (che agisce modificando direttamente l’ambiente fisico), l’opera si sviluppa su un piano concettuale, narrativo e grafico . L’inserimento di scritte, segnaletiche ideali e costellazioni crea una mappa poetica ed evocativa di rara originalità. L’esecuzione gioca su un affascinante contrasto di textures. Il borgo scuro e arroccato in silhouette contrasta magnificamente con la vibrante macchia rossa delle figure in cammino , su uno sfondo dalla sensibilità materica. L’impatto emotivo è potentissimo. La massa rossa di spalle evoca un cammino collettivo, una processione laica e spirituale verso la luce della propria terra , trasmettendo speranza e profonda appartenenza. L’opera unisce splendidamente l’illustrazione favolistica al messaggio antropologico. La capacità di giustificare pittoricamente una “geografia dell’anima” la rende un quadro interessante dal punto di vista intellettuale e artistico, meritevole di questo riconoscimento speciale.
Premio al Merito: “Ultima Cena” di Antonio Gambacorta – Un’opera di altissimo profilo teologico-filosofico che rintraccia la radice della tutela ambientale nella dimensione del sacro, dove la gratitudine per i frutti della terra si fa custodia attiva del Creato. L’opera si inserisce nel concorso attraverso una raffinata lettura filosofica: l’Ultima Cena è l’atto culmine della condivisione dei frutti della terra, il pane e il vino. Ci ricorda che la fede è intrinsecamente legata al rispetto per il Creato ; inteso come dono divino, la sua cura diventa atto spirituale. Senza la sacralità del dono, non esisterebbe custodia della natura. L’artista affronta un tema sacro millenario con radicale originalità: rompe gli schemi prospettici tradizionali ponendo il Cristo di spalle , al centro, trasformando la tavolata in un cerchio intimo di ombre e luci essenziali, concentrato sulla pura essenza spirituale. L’esecuzione rivela una straordinaria padronanza del chiaroscuro e della sintesi formale . Le figure sono modellate come volumi scultorei essenziali. Le lunghe ombre convergenti dimostrano una tecnica pittorica rigorosa. L’impatto è solenne e magnetico. La luce mistica che scaturisce dal centro contrasta con l’oscurità e l’apertura rossa sullo sfondo, generando un senso di accoglienza e sacralità che interroga lo spettatore. L’opera brilla per la sua coerenza estetica e concettuale. La capacità di fondere un impianto visivo moderno con un messaggio spirituale così potente conferisce alla tela un valore artistico assoluto, giustificando pienamente il riconoscimento.  

 

Premio Giuria Scientifica:
1° Classificato: “Tramonto” di Ugo Morabito – Per l’originalità della ricerca artistica e la capacità di coniugare sostenibilità, valorizzazione del territorio e sensibilità poetica.

L’opera è realizzata attraverso il riutilizzo creativo di smalto per unghie non più utilizzabile, trasformato in materia espressiva capace di generare colore, luce e profondità. Questo intelligente recupero di materiali destinati allo scarto interpreta efficacemente i principi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, dimostrando come il riuso possa diventare fonte di bellezza e innovazione artistica.

Attraverso la tecnica del collage, l’artista rielabora paesaggi realmente esistenti della Calabria, costruendo una composizione armoniosa in cui un piccolo borgo emerge tra le palme e si riflette sulle acque sottostanti, mentre un arcobaleno sovrasta l’intera scena.

L’opera esprime un profondo legame tra uomo e natura, valorizzando il paesaggio come patrimonio culturale e ambientale da custodire e tramandare. Nella semplicità delle forme emerge un messaggio di serenità e di armonia con il territorio, richiamando quei valori di sostenibilità, resilienza e qualità della vita.

Per la qualità artistica, l’innovativo utilizzo di materiali di recupero e la capacità di interpretare i temi della Green Economy attraverso una visione autentica e coinvolgente, la Giuria conferisce a Tramonto il Primo Premio.


2° Classificato: “Heart Cup” di Elena Cristina Melinte – Per la capacità di trasformare materiali di recupero in una potente metafora del rapporto tra emozione, ragione e sostenibilità.

Realizzata mediante il recupero creativo di una teiera, un piattino da caffè e una catenella in acciaio, Heart Cup interpreta in modo originale i principi del riuso e dell’economia circolare, conferendo nuova vita a oggetti quotidiani destinati all’abbandono. La scelta dei materiali non è soltanto una soluzione tecnica, ma diventa parte integrante del messaggio dell’opera, dimostrando come la trasformazione e la rigenerazione possano generare nuovi significati e nuove forme di bellezza.

L’opera richiama inoltre il rapporto profondo tra essere umano e natura, suggerendo che equilibrio, cura e resilienza sono elementi essenziali tanto per la crescita personale quanto per la costruzione di modelli di sviluppo sostenibili. In questa prospettiva, Heart Cup si collega ai valori della Green Economy, della rigenerazione delle risorse e della responsabilità ambientale, promuovendo una visione in cui ciò che appare fragile o inutilizzabile può diventare occasione di rinascita.

Per l’originalità del linguaggio espressivo, la coerenza con i temi della sostenibilità e l’efficace utilizzo di materiali di recupero, la Giuria conferisce a Heart Cup il Secondo Premio.


3° Classificato: “Donna con Calle” di Mirella Avenoso – Per la sensibilità con cui l’opera interpreta il profondo legame tra essere umano e natura, attraverso un linguaggio artistico elegante, armonioso e ricco di significati simbolici.

L’opera celebra la delicatezza e la forza dell’universo femminile mediante la presenza delle calle, fiori che evocano purezza, rinascita e rigenerazione. Il volto della donna, raccolto in un’espressione serena e con gli occhi chiusi, suggerisce una dimensione di introspezione e di equilibrio interiore, mentre le calle bianche che la avvolgono instaurano un dialogo poetico con il mondo naturale.

La composizione evidenzia come la natura non sia un semplice elemento decorativo, ma una presenza viva e indispensabile per il benessere umano. La figura femminile e i fiori si fondono in un’unica immagine di armonia, richiamando la necessità di ristabilire un rapporto più consapevole e rispettoso con l’ambiente che ci circonda.

Attraverso la forza evocativa dei suoi simboli, Donna con Calle trasmette un messaggio in linea con i principi della sostenibilità e della Green Economy, ponendo l’accento sull’importanza della tutela della natura come condizione essenziale per la qualità della vita e per uno sviluppo equilibrato delle comunità. La rinascita rappresentata dalle calle diventa così metafora di una società capace di rigenerarsi attraverso scelte responsabili e rispettose delle risorse naturali.

Per la qualità espressiva, l’eleganza compositiva e la capacità di valorizzare il rapporto uomo-natura attraverso un messaggio di armonia, rigenerazione e sostenibilità, la Giuria conferisce a Donna con Calle il Terzo Premio.


Premio al Merito: “Germogli di Speranza” di Lidia Neri – Germogli di Speranza è un’opera che pone al centro il legame profondo tra essere umano e natura, evidenziando come dalla cura, dal rispetto e dalla consapevolezza possano nascere nuove possibilità di crescita e rinnovamento. Il germoglio, simbolo universale di vita che si rigenera, diventa metafora della capacità dell’uomo di costruire un futuro più equilibrato e sostenibile in armonia con l’ambiente.

L’opera trasmette un forte messaggio ambientale, invitando a riflettere sull’importanza della tutela delle risorse naturali e sulla responsabilità collettiva nei confronti del pianeta. La speranza evocata dall’opera attraverso l’acqua su un ambiente arido è una concreta possibilità di cambiamento che prende forma attraverso scelte quotidiane orientate alla sostenibilità.

Particolare rilievo assume l’utilizzo di materiali ecologici, vedi l’utilizzo della sabbia e non solo, e tecniche rispettose dell’ambiente, elementi che conferiscono all’opera una coerenza profonda tra contenuto e processo creativo..

Attraverso un linguaggio visivo delicato ma incisivo, Germogli di Speranza interpreta i valori della Green Economy e della rigenerazione, ricordando che ogni azione, anche la più piccola, può diventare il seme di un cambiamento positivo per la società e per la natura.

Premio Arte & Social:
1° Classificato: “Equilibrio Precario” di Nicoletta Marra con 287 voti su Facebook e su 121 Instagram per un totale di 408 voti
2° Classificato: ” L’Aratro Andava nell’ombra pian piano” di Fulvia Francesca Rocca con 77 voti su Facebook e su 278 Instagram per un totale di 355 voti 
3° Classificato: “Silenzio Minerale” di Fabrizia Ghione con 51 voti su Facebook e su 171 Instagram per un totale di 222 voti 

Premio Gioventù:
– Cristina Arnese
– Eliza Stefania Neagu

Bando completo e modulo d’iscrizione -> Bando Concorso

Carrello
Torna in alto