Alain Abramatic
Nato nel 1956 nel Doubs (Francia), Alain Abramatic si avvicina precocemente al mondo della pittura grazie all’influenza familiare. Avvia il suo percorso espositivo già durante gli anni del liceo, inaugurando la sua prima mostra personale nel 1974.
La sua formazione si consolida attraverso il confronto con diversi maestri, che lo guidano in un’evoluzione tecnica rigorosa: dalle prime sperimentazioni con la pittura a olio, passando per la padronanza dell’acquarello, fino all’approdo alle tecniche miste contemporanee. Se i suoi primi lavori risentono della vibrazione cromatica impressionista e fauvista, è lo studio dell’acquarello a imprimere nella sua ricerca il gusto per la trasparenza e la fluidità. Nei primi anni Duemila, la transizione verso i linguaggi contemporanei gli permette di sviluppare una cifra stilistica fortemente personale, fondata sulla sintesi tra gesto e texture.
Il lavoro di Abramatic si distingue per una complessa preparazione della tela, dove il collage di carta e sabbia crea una vera e propria topografia tattile. Su questa superficie strutturata, il colore viene applicato in forma altamente diluita — mutuando la leggerezza dell’acquarello — reagendo per drenaggio e diffusione, lasciando un’impronta organica e irripetibile.
Nella sua opera, il gesto energico si contrappone alla delicatezza delle trasparenze e a un sapiente uso del vuoto sintonizzato sulle frequenze della pittura zen, trasformando ogni tela in una narrazione poetica e contemplativa. L’artista lavora rigorosamente per cicli tematici, esplorando con la medesima profondità i temi della vela, del mare, della montagna, del paesaggio, fino a toccare il ritratto e l’astrazione pura.
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